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Hanno aderito alla petizione per il Presidente della Regione Lazio in favore della Andrologia:

Prevenzione Andrologica: Un Diritto da Conoscere. Un Diritto da Salvaguardare! PDF Stampa E-mail
mercoledý 13 gennaio 2010
Dr Stefano Lauretti  Andrologo Ospedale CTO 'A.Alesini' Roma Dr Stefano Lauretti  Andrologo Ospedale CTO  "A.Alesini" Roma

La necessità di informare e di sostenere la prevenzione in andrologia nasce dalla   constatazione, a volte sconfortante, di come, ancora molto spesso, vengano diagnosticate delle malattie genitali, anche di rilevante importanza per l’uomo, con ritardo non più giustificabile nella moderna medicina. Purtroppo l’andrologo non rappresenta ancora la figura specialistica di riferimento con cui affrontare e discutere tutte le problematiche inerenti la salute sessuale maschile, come avviene invece nel rapporto medico-paziente, ormai consolidato, tra il ginecologo e la donna.
Già dagli anni ’80 furono particolarmente significativi si rivelarono dei dati che emersero da un ampio studio, condotto dall’Università di Pisa ed effettuato su circa 11.000 ragazzi in età compresa tra i 16 ed i 18 anni, riguardo alla prevalenza delle patologie genitali.
Questa ricerca dimostrò non solo il frequente il riscontro di malattie a carico degli organi genitali (pene, testicoli, prostata, vescicole seminali), ma anche e soprattutto una diffusa ignoranza su di esse e, conseguentemente, una mancata consapevolezza del possibile rischio di danni riproduttivi o sessuali.
In passato, in Italia, esisteva comunque un filtro che, pur con le sue comprensibili limitazioni, riusciva almeno a “mettere allo scoperto” tutta una serie di problemi e patologie andrologiche altrimenti non diagnosticate(1): la visita di leva.

grafico

Purtroppo con l’abolizione del servizio militare obbligatorio anche questo filtro è venuto meno per i giovani nella fascia d’età maggiormente esposta.
Sul nostro territorio in questi ultimi dieci anni sono state rare e purtroppo discontinue le campagne preventive in campo andrologico, prevalentemente a causa di una mancanza di sensibilità nei confronti di questi temi.
Un’incoraggiante eccezione si deve alla Società Italiana di Andrologia (SIA) che dal 2001 organizza e propone ogni anno una Settimana di Prevenzione Andrologica (SPA) nel corso della quale fino ad oggi più di 20.000 uomini di tutte le età sono stati visitati gratuitamente in numerose strutture pubbliche e private su tutto il territorio nazionale.
Un dato vale per tutti: ben il 21,5% dei maschi visitati non aveva mai sentito la parola “andrologo”, né ne conosceva il significato.
Appare chiaro come un’ignoranza sanitaria, così diffusa e pericolosa, richieda una più capillare diffusione di centri andrologici ospedalieri di alta professionalità almeno ogni 200.000 abitanti, come in più occasioni ha proposto il coordinatore della Settimana di Prevenzione Andrologica, il Prof. Ciro Basile Fasolo, soprattutto se consideriamo anche che siamo tutti “immersi” in un ambiente sempre più inquinato ed ostile che bombarda il fisico maschile di elementi nocivi, come radiazioni, ormoni e pesticidi sottoponendolo a rischi per la capacità riproduttiva e sessuale e che l’aumento della durata della vita, di per sé auspicabile, ci presenterà non solo un legittimo desiderio di mantenere una buona salute sessuale ma anche una maggiore incidenza di malattie genitali di diversa gravità e diffusione.
Ultimo aggiornamento ( lunedý 18 gennaio 2010 )
 
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